Festa del movimento Solidarietà e Pluralismo

Domenica 23 giugno a Fumane il Movimento Lista Civica “Solidarietà e Pluralismo” sarà in festa. Si tratta ormai di un appuntamento consolidato da qualche anno che unisce alla festa un momento di riflessione. Negli anni scorsi si sono proposti incontri con giornalisti o personalità di rilievo su temi di attualità politica e civile. Quest’anno si proporrà una carrellata cinematografica con l’intento di dare una panoramica della storia della nostra Repubblica dal 1945 a oggi. “L’Italia nelle immagini del cinema italiano: da Don Camillo a Qualunquemente” è il titolo dell’evento, che che ha come obiettivo quello di ricordare il nostro passato, per riflettere sul presente. Inizio alle ore 17.

Alle ore 19.00 seguiranno gnocchi di malga e altri prodotti locali.

Ad animare la festa ci saranno alcuni vivaci gruppi musicali giovanili: Tacita Muta, AssBusters, Blumige.

Nel corso della festa sarà esposta l’attività del Movimento Solidarietà e Pluralismo: le iniziative di formazione e di informazione tenute a Fumane e l’attività in Consiglio Comunale.

La festa si terrà presso l’impianto di surmaturazione delle uve Terre di Fumane in via Ponte Vaio di Fumane.

 

Clicca qui per scaricare il volantino della festa

IL PAT

Il 28 febbraio 2013 è stato approvato in Consiglio Comunale il PAT, con i soli voti della maggioranza e una dura contestazione da parte del gruppo di minoranza “Solidarietà e Pluralismo”.

 Cos’è il PAT?

Il PAT è il Piano di Assetto Territoriale, cioè il documento che organizza lo sviluppo del territorio per i prossimi 10 anni e che viene a sostituire il Piano Regolatore.

Il PAT fornisce delle indicazioni di massima. Tali indicazioni devono poi essere specificate attraverso un Piano degli Interventi (PI), detto anche Piano del Sindaco, perché tale documento viene approntato in realtà solo dal Sindaco e dalla Giunta e non passa in Consiglio Comunale. Proprio per questo, secondo la legislazione vigente, è necessario che il PAT sia costruito ascoltando le esigenze di tutte le forze politiche, associazioni e realtà produttive-imprenditoriali presenti sul territorio.

Articolo numero 5 comma 2 della legge regionale 11 del 2004 in merito a tale  strumento di pianificazione recita:

“L’amministrazione procedente assicura, altresì, il confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione.”

Il PAT di Fumane non è stato costruito con le associazioni e i cittadini

Il PAT è arrivato in Consiglio Comunale senza una reale concertazione con le associazioni e la popolazione.

Non c’è stato un coinvolgimento adeguato della cittadinanza e delle associazioni. Nella delibera che si doveva approvare veniva citata una sola riunione organizzata dalla amministrazione con le associazioni e con la popolazione, quella del 4 luglio 2012, e solo di questa riunione c’era il verbale. Di altre riunioni svoltesi nel capoluogo e nelle frazioni non si sa assolutamente nulla: non ci sono verbali e non si sa cosa sia emerso in esse.

Il verbale della riunione del 4 luglio 2012 è incompleto: non riporta neanche una parola di tutti gli interventi fatti in quella sede a proposito della scuola primaria,  mentre in quella riunione quello è stato tema è stato il tema più discusso (come ha riconosciuto lo stesso Sindaco in Consiglio).

Durante il Consiglio Comunale la maggioranza si è accorta di questa mancanza e ha risolto il problema facendo una piccola variazione al testo della delibera, semplicemente aggiungendo che sono stati fatti genericamente “diversi incontri con la popolazione”.

La sostanza, però, non cambia: le associazioni e i cittadini non sono stati ascoltati.

Non c’è stato adeguato coinvolgimento della Commissione urbanistica:  La Commissione urbanistica è stata convocata una volta (il 16 marzo 2012). Doveva venire riconvocata per pronunciarsi sul documento definitivo. Non è stata più stata convocata. Si è deciso di portare il PAT in Consiglio senza il parere consultivo della Commissione urbanistica. Una prassi inusuale, soprattutto se si tratta di un documento programmatico così importante.

La minoranza non è stata assolutamente coinvolta.

 

Di seguito i collegamenti agli altri documenti relativi al PAT

RADDOPIANO I TERRENI EDIFICABILI
CONFUSIONE SUL POLO SCOLASTICO
VECCHIO CAMPO SPORTIVO DI FUMANE
VIABILITÀ
E IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE?
ARCHEOPARK A FUMANE: PERCHE’ DISTRUGGERE LE REALTA’ ECONOMICHE ESISTENTI?
DUBBI SU ALCUNE SCELTE DEL PAT
RIFLESSIONI SUL NOSTRO TERRITORIO: VITICOLTURA SENZA LIMITI?

VECCHIO CAMPO SPORTIVO DI FUMANE

VECCHIO CAMPO SPORTIVO DI FUMANE: COSA ACCADRÀ?

 Nulla si dice sul vecchio campo sportivo di Fumane.

L’area viene indicata come zona di possibile espansione edilizia, ma non si dice se per quell’area si mantiene il progetto del Piano Regolatore vigente o no.

Tale progetto prevede che sul vecchio campo sportivo una parte sia riservata ad area pubblica, con un campetto per giocare e parcheggi.

L’architetto che ha predisposto il PAT in Consiglio Comunale ha detto che tali decisioni spettano al Piano degli Interventi, che è deliberato dal Sindaco e dalla giunta: in poche parole sarà il sindaco a decidere ogni cosa.

Nella carta delle trasformabilità allegata al PAT le aree interessate da un uso pubblico sono state segnate: perché questa no?

Ribadiamo l’importanza che questa aerea, nel cuore del paese, sia destinata, almeno in parte, ad utilizzo pubblico.

CONFUSIONE SUL POLO SCOLASTICO

CONFUSIONE SUL POLO SCOLASTICO: NON SANNO ANCORA DOVE METTERLO

 Riguardo alla collocazione del polo scolastico non c’è niente di chiaro. Da una parte si ipotizza di collocarlo a nord del paese vicino al campo sportivo, dall’altro alle spalle del municipio o addirittura di lasciarlo dov’è.

A proposito della scuola primaria la cosa ancora più sconvolgente è che nel PAT si dice testualmente che essa “posta all’incrocio del nodo viario principale in capoluogo in situazione ambientale problematica necessita di una ricollocazione”.

Ma se secondo la stessa amministrazione la scuola primaria necessita di una ricollocazione, perché  si stanno spendendo circa 800.000 euro per rimetter a posto il vecchio edificio con soldi presi da contributi regionali e dalle tasse pagate dai cittadini fumanesi per l’IMU e per l’IRPEF?

Questo è proprio l’esempio più eclatante di quanta superficialità ci sia nell’affrontare le esigenze pubbliche e quanto poco si sia ascoltata la cittadinanza che fortemente ha posto la questione della scuola come questione prioritaria per lo sviluppo del paese.

Come mai se l’amministrazione non ha la minima idea di dove collocare il polo scolastico ha invece molta chiarezza sulle strutture private. 

MOLTA CHIAREZZA SULLE STRUTTURE PRIVATE

 Nel PAT sono dettagliatamente individuate:

– una Cittadella del vino, collocata vicino a Villa della Torre, in un posto che ha già adesso una difficile viabilità;

– un centro di ippoterapia, collocato a sud-est del capoluogo, vicino alla superstrada;

– l’Archeopark, che comprenderebbe tutta la Valle dei Progni fino a Molina e dovrebbe essere affidato ad una Fondazione di cui non si sa molto;

– il Parco delle Cave, che permetterebbe di valorizzare le vecchie cave dismesse, ma magari anche di far risparmiare i costi della risistemazione ai privati.

Questa estrema precisione dimostra il diverso peso che l’amministrazione dà alla scuola rispetto ad alcuni interessi di privati.

 

VIABILITÀ

VIABILITÀ: COME AUMENTARE I PROBLEMI ANZICHE’ RISOLVERLI

 Nel PAT si dice che la viabilità principale, quella di viale Verona, va sistemata:  non si chiarisce però in che modo, tanto più che la risistemazione della scuola elementare rende impossibile la modifica del più trafficato e problematico incrocio del paese.

Nel PAT invece si prevede la  creazione di una nuova strada che colleghi la strada provinciale per Marano con Fumane poco prima dell’area Cementi Rossi. Quest’opera faciliterebbe il passaggio dalla valle di Marano a quella di Fumane. Così però si aumenterebbe il traffico su viale Verona, in particolare il traffico pesante proveniente dalla montagna. Molti mezzi pesanti troverebbero più facile scendere da Fumane e collegarsi direttamente alla superstrada, anziché percorrere la valle di Marano. Secondo noi, è un’opera che avvantaggia più il comune di Marano che quello di Fumane.

Se poi il polo scolastico  dovesse essere collocato a nord dei campi sportivi , che è una delle tre proposte della attuale amministrazione,la situazione traffico diventerebbe ancora più problematica e pericolosa di quello che ora è

Come non parlare infine della strada di Mazzurega?

Si è voluto fare a tutti i costi questa strada spendendo soldi assolutamente non giustificati dal suo utilizzo.

Sino ad ora si sono spesi 139.000 euro e il vice sindaco ha dichiarato recentemente che il costo finale non è ancora definito.

Ebbene questa opera pubblica, giudicata essenziale dall’attuale amministrazione,  non compare nemmeno né nella parte descrittiva del PAT, né sulla mappa illustrativa.

 Questa è la prova di come l’amministrazione abbia agito senza tener conto di una programmazione generale del territorio, semplicemente per soddisfare interessi particolari e momentanei.

E IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE?

E IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE?

Il PAT non tiene conto del Piano di Protezione Civile che è stato recentemente adottato.

Se il P.A.T. è lo strumento che regolamenta (o dovrebbe regolamentare!) la gestione del territorio a 360 gradi, è importante che venga formulato tenendo conto del Piano di Protezione Civile anche in funzione di spazi che devono essere utilizzabili in caso di necessità e che ora figurano come aree edificabili private.

Nell’individuare le aree di nuova edificazione bisognerebbe tenere  conto dei problemi  che possono insorgere nelle situazioni di emergenza: è una grossissima mancanza che va assolutamente colmata.

ARCHEOPARK A FUMANE: PERCHE’ DISTRUGGERE LE REALTA’ ECONOMICHE ESISTENTI?

ARCHEOPARK A FUMANE: PERCHE’ DISTRUGGERE LE REALTA’ ECONOMICHE ESISTENTI?

Uno dei punti più importanti del PAT di Fumane è l’idea di formare un Archeopark. Il Parco archeologico dovrebbe comprendere la Grotta di Fumane, la valle dei Progni e il Parco delle Cascate di Molina. “La creazione di questo parco archeologico intende valorizzare il sito preistorico della  Grotta, riconoscendone l’unicità e la valenza culturale a livello europeo, realizzando percorsi per visite naturalistiche, riservate in particolare a turisti e scolaresche” scrive l’architetto Mantovani nella relazione tecnica. Sempre secondo la relazione per realizzare tale progetto è necessario che a coordinare le diverse iniziative sia l’ente comunale. Proprio per questo “come primo passo il Comune vuole ottenere la concessione d’uso dell’area demaniale relativa alle cascate di Molina e le aree circostanti comprese quelle inerenti alla Grotta di Fumane”. Difatti, l’Amministrazione Comunale di Fumane sta contestando l’assegnazione dlle varie autorizzazioni all’associazione locale “Vivere Molina” per la gestione dell’area a Parco di Molina.

Il progetto di valorizzazione della Grotta di Fumane e del territorio circostante è un aspetto importantissimo ma non deve essere gestito con le  modalità con cui si sta muovendo l’attuale amministrazione: anziché costruire accordi e collaborazioni con le associazioni e le realtà locali o private che già lavorano nella zona interessata, le sta  ostacolando. Ecco due esempi: primo, per controllare i passaggi pedonali nel Parco delle Cascate si è aperto un contenzioso con l’associazione “Vivere Molina”, che da anni opera e valorizza con successo il Parco stesso; secondo, recentemente si è approvata in Consiglio Comunale, con i nostri voti contrari, una variante al Piano Regolatore per l’individuazione di un’area di parcheggio in località Progni proprio su una proprietà privata dove da anni c’è una trattoria. Anziché coinvolgere queste realtà nella costruzione dell’Archeopark, le si è combattute. Perché? Abbiamo presentato in questi giorni una interrogazione su un’eventuale Fondazione che dovrebbe nascere per curare la gestione dell’Archeopark. Di questa “Fondazione” si sente parlare sin dal primo insediamento dell’attuale amministrazione, cioè dal 2009. Tale proposta è stata formulata anche in occasione degli incontri con l’Amministrazione Comunale del paese gemellato di Atapuerca (Spagna), ma il Consiglio Comunale non ne è mai stato informato, nemmeno su domanda specifica in occasione della discussione della variante al PRG. Vorremmo maggiori informazioni: è già stata costituita questa  Fondazione? Chi ne fa parte? C’è già uno Statuto? Chi ne è stato incaricato per la stesura e con quale atto amministrativo? Non è possibile passare sotto silenzio un progetto così rilevante per il futuro di Fumane.